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01-02-2014

LEGGE DI STABILITÀ 2014. RIVALUTAZIONE MARCHI E BREVETTI. VANTAGGIO FISCALE PER LE IMPRESE IN UTILE.

Con la Legge di Stabilità 2014 all'articolo 1, commi da 140 in poi, il Governo permette alle aziende di rivalutare nel bilancio del 2013 i beni immateriali quali ad esempio marchi e brevetti (entro il 30 aprile 2014). Praticamente tutti i soggetti economici sono ammessi alla rivalutazione; sono escluse soltanto le società semplici e le società di fatto non commerciali.

Possono essere rivalutati sia i marchi e brevetti depositati direttamente dall'azienda sia i marchi e brevetti acquistati da terzi. Generalmente i titoli di proprietà industriale sono iscritti a bilancio a valore di costo ed è quindi prevedibile che molte aziende provvederanno a rivalutarli. Ne consegue che gli ammortamenti del bene rivalutato concorreranno ad abbassare l'utile d'impresa e quindi ad assoggettare l'azienda ad una minor tassazione. Per la particolare, e veramente complicata, formulazione della legge tali benefici non potranno avvantaggiare l’impresa prima del 2016, mentre il maggior valore che scaturisce dalla rivalutazione verrà tassato immediatamente nel bilancio 2013 con un'imposta del 16%. Una ulteriore tassazione del 10% è prevista nel caso del cosiddetto "affrancamento della riserva di rivalutazione" che in pratica consiste nella possibilità di distribuire utili che scaturiscono dalla riserva di rivalutazione.

In primo luogo le imprese dovrebbero effettuare un'analisi della convenienza alla rivalutazione dei propri brevetti e marchi. Questa porta quasi sempre due conseguenze: miglioramento della situazione patrimoniale e della solidità (con probabile miglioramento dell'accesso al credito).

Tutt'altro discorso vale per la convenienza o meno dell'investimento dal punto di vista economico finanziario. Non sempre vale la pena di pagare oggi le imposte di rivalutazione per ottenere un ammortamento differito nel tempo. Dall'esperienza che ci stiamo facendo sul campo emerge che quasi sempre vale la pena di rivalutare i brevetti. Infatti questi asset hanno un periodo di ammortamento massimo di due anni. Discorso totalmente diverso per i marchi che hanno un tempo di ammortamento fiscale pari a 18 anni.

Qui la convenienza è determinata dal risparmio sulle imposte che è possibile conseguire negli anni futuri grazie ai maggiori ammortamenti, tenendo presente che questi concorreranno a diminuire il reddito imponibile soltanto a partire dal 2016. È intuitivo che per le imprese in perdita o comunque in pareggio non sempre ha senso prevedere maggiori ammortamenti nell'ottica di un risparmio fiscale. Le rivalutazioni sono quindi appetibili per le imprese che producono utili. La Legge di stabilità non prevede l'obbligo di una perizia per effettuare la rivalutazione e quindi questa può essere effettuata internamente sulla base di parametri oggettivi.


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